Jazzista sarà lei.
Di solito nei festival musicali il jazzista (americano o no) viene, suona, prende i soldi e scappa. La sua performance è l’arte della toccata e fuga (col malloppo). E dopo la performance il vuoto: nel senso che non c’è un seguito, per il giovane appassionato che magari il jazz lo suona timidamente in cantina. Per di più, nei festival, in genere, per il giovane artista non c’è una vetrina dove suonare con il suo quartetto di jazz o di bossanova e fare esperienza. Mentre il jazzista americano arriva, suona e bye bye. Pecunia non olet. E allora dal blog “Lettera 32” arriva una proposta per l’associazione “Strange Fruit” che cura il festival estivo: “Oh, jazz be good”. L’idea è quella di affiancare al festival ufficiale, un piccolo concorso per giovani jazzisti, che si potrebbe rivelare una vetrina preziosa per chi fa jazz anche se a livello amatoriale. Il blog ha già pronto il titolo: “Jazzista sarà lei” e il logo. Ovviamente i partecipanti invierebbero un cd audio per una eventuale selezione. C’è da sottolineare che i jazzisti alle prime armi, attualmente non hanno in Abruzzo grandi vetrine o grandi occasioni per avere visibilità. Dare spazio ai giovani musicisti potrebbe sicuramente rendere più frizzante l’attività di molti artisti locali, sconosciuti ma promettenti. La formula del jazzista americano che arriva suona e va via è valida fino ad un certo punto, perché non lascia un seguito dietro di sè. Ma un concorso per giovani musicisti (magari con un cd con i brani dei vincitori, distribuito ad un prezzo promozionale) potrebbe essere un’iniziativa lodevole. Invece malcostume vuole che, di solito, nei festival jazz, i direttori artistici fanno suonare, di anno in anno, sempre gli stessi musicisti: ma così non c’è alcuna crescita artistica sul territorio. Staremo a vedere se questa idea sarà presa in considerazione dall’associazione “Strange Fruit”. E sennò sticazzi.Etichette: concorso, festival jazz, proposte, strange fruit


















